Day Fifteen: «Piove (condizione dell'anima)»
Dicevamo: ‘nsomma. Test 1 andato alla grande, capace di far tornare al via pure S. (e ce n’era un gran bisogno), Test 2 andato così e così - tendente al catastrofico. Oggi è una giornata un po’ così, d’accordo, quindi ci stanno pure i risultati un po’ altalenanti, ma alla lunga può essere deleterio. E il fatto che uccida le idee in mezzo alla testa non so se sia una cosa buona o meno. Forse è buona, no? Mah :S
M?
Day Thirteen: «Tutto da rifare»
Ta-dah, il giorno tanto bramato è arrivato. E’ stato divertente, dal 13 di Giugno ad oggi è stato più o meno il sogno ricorrente, tra alti (molto alti) e bassi (che poi era soprattutto ansia). Poi oggi è arrivato senza alcuna aspettativa, l’ultima cosa a cui avrei pensato: eppure è bastato un minimo particolare per ritornare al punto di partenza. Morale? Meglio di come pensavo negli ultimi giorni, ma senza arrivare alle improbabili vette immaginifiche (?) di qualche mesetto fa. Peccato sia solo subentrato il classico dubbio, altrimenti potrei riterni davvero davvero soddisfatto. Quindi si va avanti a testa alta, con il sorriso sulle labbra aspettando Sabato. M?
Day Eight: «Manic Monday»
I bilanci non andrebbero ancora fatti. Le prime improssioni però, si, si possono dare. Poi come tutte le prime impressioni verranno smentite dai fatti, quindi posso andarci giù pure pesante. Qualcosa è andato bene, qualcosa molto bene, qualcosa insomma, qualcosa malino. Senza lode senza infamia, per ora. Le dinamiche di gruppo mi piacciono abbastanza: la spaccatura ora è chiara ed evidente e chi pensava che la perdita di due validi (due? validi?) elementi potesse portare ad una nostra minoranza, tsk, dovrà vedersela con un team alquanto agguerrito. xD L’unica speranza è che non si verifichi il collasso che ho sempre temuto, che - a giudicare da queste prime ore - è già nell’aria. Lì ci sarà la svolta. Sarà divertente [dopo e prima] vedere come mi orienterò. Fortuna che stamattina è servita a chiarire un po’ le idee. Un pochino.
M?
Day Seven: «Come sempre»
Oggi era il giorno del post catastrofico-speranzoso-terrorizzato? Bè, niente di fatto. Quello l’avrei potuto scrivere un’oretta fa, adesso tutti questi bei sentimenti si son trasfigurati nella solita incazzatura. Perchè uno (illuso?) come me è portato a pensare che, boh, potrebbe essere un’opportunità nuova, non dico ricominciare TUTTO da capo, ma perlomeno andare a capo. E invece no, basta un niente, per capire che siamo nella solita situazione dell’anno scorso. E di quello prima. E probabilmente anche di quello prima ancora, se solo allora le cose fossero andate normalmente. Tutto questo mi annoia. Detto sinceramente, non ne potevo più tre mesi fa, figuriamoci se adesso sono pronto a sopportare una cosa del genere per altri nove mesi: fortuna che quest’anno sarò svincolato da tutto il resto, magari sarà l’unico modo per non logorarmi ancora di più. Penserò che in fondo è peggio per gli altri, che tutto ciò non mi riguarderà e forse allora sì, potrò dire che - anzichè logorarmi - la cosa mi annoi soltanto. Sarebbe un progresso.
(Ma ‘sta storia che Tumblr abilita i commenti solo se alla fine post c’è un punto interrogativo?)
Day Six: «Il sapore di un altro no»
Il post catastrofico-speranzoso-terrorizzato lo lascio a domani sera. E oggi? Parliamo dell’altra paura, quella inedita, quella 2.0 nata da Facebook (non che il social network abbia qualche colpa, anzi). Ho sempre creduto di non essere uno di quelli che da false speranze, pensavo di non essere poi così imperscrutabile, che una cosa se la voglio o meno alla fine te ne accorgi. In realtà l’ho sempre saputo che era una cavolata pazzesca. Cioè che faccio capire tutto e il contrario di tutto, che quella di “sisi, parlino pure, ho imparato a fregarmene” era una mezza verità, giacché è vero che me ne frego ma è anche vero che non l’ho mai imparato, piuttosto preferisco non pensarci e basta. Dunque, se quello che temo fosse vero (e ho comunque qualche dubbio), tutti i miei sforzi in un verso hanno avuto degli effetti un tantino imprevedibili. Anche se poi comunque ho sempre desiderato dire no. Quindi al limite l’unico vero male sarà un - altro - collasso. Vabbuò.
Day Five: «Love at first sight»
Mica pensavo di essere una persona del genere. Cioè, son stato tutta l’estate a giustificare che no, non sono il tipo da queste cose, ad immaginami che in realtà era tutto un disegno del destino (se se, come no) e oggi resetto tutto in questo modo. Sono un idiota? Che poi praticamente ho vanificato tutta l’estate e - nel caso fosse qualcosa di verosimile [più verosimile dell’altro caso, stando al mio radar] - sono punto a capo. Dopo un po’ l’entusiasmo si perde, dannazione. Buona giornata minore di tre a tutti. Il comeback a Tumblr lo immaginavo diverso. Vabbè.
Day Two: «Ostinatamente (l'esatto contrario)»
Lo stratagemma del pubblicare il primo post alle 23:5x per poter poi scriverne uno nuovo dopo appena dieci minuti con la scritta Day Two ha funzionato. Adesso posso sfoggiare un post col titolo Day Two, son soddisfazioni. Peccato che non sappia cosa scriverci. Non che manchino gli spunti - incredibile, di cose ne avrei fin troppe! - si tratta proprio di decidere con che cosa cominciare. E se cominciare, perchè i post immaginari fatti a letto prima di dormire sono sempre così scorrevoli, così interessanti. Davanti allo schermo però c’è il blocco, il blocco del blogger. In fondo il tumbleblog nasce(va) proprio per questo: scrivere tutto senza timori, senza preoccuparsi di Tizio (<3) o di Caio, senza dover rileggere tutto, senza dover toccare niente. L’indirizzo di questo blog dovrebbe rimanere più o meno segreto, non vorrei legami con l’altro e gli altri. Eppure sto cercando un modo per implementare i commenti. Eppure sto facendo tutto questo con in mente una persona ben precisa. Paradossale, no? Da una parte fuggo il social (network?), dall’altra lo cerco. Sono una miniera di contraddizioni, lo so. Ma dal prossimo post comincerò a fare sul serio. Enjoy.
Day One: «Cambiare direzione»
Cambiare direzione. No? Il proposito era proprio questo, un progetto collaterale che si sviluppasse in maniera completamente indipendente. Svincolato dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni. Ripartire da zero. Boh, è un concetto molto carino, mi piace, Tumblr è una figata e il template è di quelli che spacca, non vedo perchè non provarci. Sarà una parentesi intimistica (?), con alti e bassi. Qualche giorno fa su Facebook c’era un gruppo - uno dei pochi che ho condiviso - in cui si scriveva “FB sembra il diario di una tredicenne” o qualcosa del genere. Bè, questo Tumblr avrà proprio l’aspetto di un diario di una tredicenne, nonostante non lo sia e non lo sia mai stato (al massimo un tredicenne xD). This is it.

